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Boschi e Nardella aprono la X edizione

Il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi e il sindaco di Firenze Dario Nardella saranno i primi “prof” d’eccezione della decima edizione di Eunomia Master, il corso di alta formazione politico-istituzionale che inizia venerdì 27 febbraio a Villa Morghen a Settignano (Firenze).

Quest’anno il master organizzato dall’associazione Eunomia è intitolato “Cantiere Italia. Come le riforme stanno cambiando il Paese”. Si tratta di quattro incontri – uno ogni due fine settimana (venerdì pomeriggio e sabato mattina) fino all’11 aprile – durante i quali si analizzeranno con l’aiuto di ministri, studiosi, giornalisti, manager di grandi aziende le riforme proposte dal governo italiano.
Alle lezioni potranno partecipare soltanto i corsisti, 55 amministratori, politici, funzionari pubblici – tutti under 40 – selezionati dal Comitato Scientifico di Eunomia in base al curriculum e al merito.

Il primo weekend di lezioni sarà dedicato al “Cantiere Istituzionale”. Ad aprirlo sarà, venerdì 27 febbraio alle 15, il sindaco Nardella (tra i fondatori di Eunomia) che farà il punto sull’attuale scenario istituzionale insieme a Leonardo Morlino, politologo e presidente del Comitato Scientifico di Eunomia. Alle 17.30 salirà in cattedra il ministro Boschi, che affronterà il tema “Costituzione e nuovo Parlamento. Riforma di Senato e Titolo V della Costituzione”, insieme a Morlino e al costituzionalista e presidente di Eunomia Enzo Cheli, con il coordinamento del sindaco Nardella.

La giornata seguente, sabato 28 febbraio, inizierà alle 9 con la lezione su “Legge elettorale: lo stato dell’arte”, tenuta dal politologo Roberto D’Alimonte e dal direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Firenze Giovanni Tarli Barbieri, coordinati dal professore di Diritto Costituzionale dell’Ateneo fiorentino Andrea Simoncini. Alle 11, invece, il costituzionalista Augusto Barbera e il direttore del Sole 24 Ore Roberto Napoletano, coordinati dal professore di Istituzioni di Diritto Costituzionale dell’Università LUISS “Guido Carli” Raffaele Bifulco, faranno il quadro delle riforme istituzionali.

Eunomia è un’associazione senza scopo di lucro nata nel 2005 a Firenze.
L’Associazione sostiene, attraverso la realizzazione di molteplici attività formative, la diffusione della cultura istituzionale e civica, promuovendo il rinnovamento della vita politica locale e nazionale, il corretto funzionamento delle istituzioni e l’attuazione di valori e principi fondamentali della Costituzione Italiana e dell’Unione Europea.
“Eunomia” in greco antico significa infatti “buon governo”.

Le iniziative dell’Associazione sono indirizzate alla formazione delle giovani classi dirigenti, i talenti candidati a governare il Paese di domani, nei più diversi ambiti della vita pubblica nazionale, nelle istituzioni e nell’impresa, nei sindacati e nei partiti.
Con questo spirito nel 2005 l’Associazione dà inizio all’esperienza di Eunomia Master, corso di alta formazione politico-istituzionale. Nel 2009 vede la luce Eunomia Sanità, corso di alta formazione sulle politiche della Salute.

Città metropolitana, Simoncini: “Un vantaggio in partenza, ora sfruttiamolo”

Intervento sul tema della Città metropolitana di Firenze scritto dal professor Andrea Simoncini, docente di Diritto costituzionale all’Università di Firenze, pubblicato sul Corriere Fiorentino giovedì 16 ottobre 2014

“Da ieri 42 Comuni – quasi un milione e mezzo di abitanti – su temi come governo del territorio, sviluppo economico, semplificazione, infrastrutture parlano con una voce sola. Un’area dalle potenzialità economiche elevatissime: più di metà della forza lavoro della Toscana, con un indice di disoccupazione al 7%, contro il 40% di altre città metropolitane; un territorio che negli ultimi sei mesi ha prodotto un saldo attivo nella forza lavoro, per cui i lavoratori che hanno trovato lavoro sono più di quelli che l’hanno perso. I numeri per una grande scommessa, dunque, ci sono, ma occorre chiarezza di metodo e il sindaco Nardella ne è sembrato consapevole.

Primo: no alle duplicazioni. La Città metropolitana ha un senso se toglie un peso istituzionale e non se lo aggrava. La strada, quindi, è la razionalizzazione delle funzioni di area vasta per rendere più semplice la vita a cittadini e imprese. Sostituire il timbro «Provincia» con quello «Città Metropolitana» sarebbe ridicolo e dannoso. Secondo: scommettere sul capitale umano. La forza straordinaria di una città è quella di consentire le relazioni che favoriscono lo sviluppo dell’uomo, della sua cultura e della sua creatività economica.

Tutto – metropoli compresa – dev’essere al servizio di quest’attitudine, facilitando connessione e dialogo. C’è, però, un terzo fattore, visto che parliamo di Firenze: la storia. Oggi la storia sembra una condanna per questa città, intimorita dal confronto con un passato troppo illustre. Ma la storia di Firenze – che è fatta di arte e cultura – è innanzitutto una storia «cittadina». Le città nascono al tempo di Dante e Firenze a lungo ne ha rappresentato il prototipo. C’è, quindi, qualcosa nel Dna di Firenze che la spinge a giocare un ruolo decisivo quando si parla di «città» e questo un sindaco come Giorgio La Pira l’aveva intuito già negli anni della ricostruzione.

Dunque, se le Città metropolitane sono il futuro dell’innovazione istituzionale, Firenze
può essere il laboratorio dove questo futuro viene immaginato. E chissà se, come nel calcio,
il fatto che non parta con i favori del pronostico alla fine non porti bene?”

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