Pennacchi: “Crescita, rigore e liberalizzazioni non bastano”

“Le politiche di austerità draconiane non solo rischiano di non risolvere i problemi di deficit pubblico ma anche di far precipitare tutta l’Europa nella recessione. Per il terzo trimestre l’Italia è in recessione e il Fondo monetario internazionale prevede per il 2012 una nuova recessione pari a -2,3%. Serve pensare un nuovo modello di sviluppo, a partire da una riforma della finanza”.

Lo afferma Laura Pennacchi, ex sottosegretario al Tesoro e direttrice della Scuola per la buona politica della Fondazione Basso, intervenendo a Eunomia Master, corso di alta formazione politico istituzionale promosso dall’Associazione Eunomia e ospitato a Villa Morghen a Settignano (Fi).

Per tornare a crescere, secondo Pennacchi, “serve rovesciare i tre principi su cui si basa la crisi del modello neoliberista: ‘meno tasse, meno regole, meno Stato’. È necessario dare più spazio alla produzione anziché alla finanza. Serve una forte definanziarizzazione: si deve avere più forza per ripristinare la distinzione netta tra attività commerciale e di investimento nelle banche. Serve dare più valore ai consumi collettivi, basati sui beni comuni e sulla green economy, che a quelli individuali. Serve rendere grande valore alla legge e alla mediazione istituzionale. Non bastano le liberalizzazioni, importanti comunque e necessarie. Il binomio
rigore più liberalizzazioni non basta”.

In questo, spinta fondamentale deve arrivare dallo Stato, secondo l’ex sottosegretario. “Lo Stato non può solo regolare, ma programmare, avere una funzione di indirizzo, di azione positiva diretta, di controllo. C’è una grande spinta da dare, e può darla solo il pubblico”.